Garanzia sui prodotti arriva l’“Avviso Armonizzato”
I diritti dei consumatori diventano più trasparenti e uguali in tutta Europa.
Secondo la ricerca eseguita per ACU è presente solo sul 40% dei siti web. C’è ancora molta strada da fare
Fare acquisti e far valere i propri diritti diventa per i consumatori più semplice e trasparente. Il 27 settembre 2026 entrato ufficialmente in vigore l’Avviso Armonizzato, un nuovo strumento europeo introdotto in Italia attraverso la modifica del Codice del Consumo. Non si tratta di una nuova tassa o di una nuova garanzia, ma di un promemoria standardizzato e obbligatorio che i venditori devono mostrare chiaramente ai clienti, sia nei negozi fisici sia sui siti di e-commerce. Niente più scritte in piccolo: i diritti diventano visibili, un simbolo grafico e un testo chiaro identificheranno subito la garanzia legale di conformità.
Fino ad oggi, le regole sulla garanzia legale erano spesso nascoste in pagine e pagine di condizioni contrattuali scritte in caratteri minuscoli. L’Avviso Armonizzato nasce proprio per superare questo ostacolo, traducendo concetti giuridici complessi in un formato grafico immediatamente riconoscibile e uguale in tutta l’Unione Europea.
Il formato è fisso e non può essere modificato o personalizzato dai negozianti. Al suo interno, il consumatore troverà sempre indicati:
- La durata: il promemoria chiaro che la garanzia legale dura almeno due anni.
- I rimedi gratuiti: il diritto alla riparazione o alla sostituzione del prodotto difettoso (o al rimborso/sconto se ciò non fosse possibile), senza alcuna spesa e in tempi ragionevoli.
- Un codice QR: un link diretto per accedere subito a informazioni istituzionali approfondite.
Il nuovo avviso serve a ricordare a ogni cittadino che la garanzia di due anni non è un bonus commerciale concesso dal venditore, ma un diritto sacro santo previsto dalla legge.
Grazie a questo strumento, il consumatore non avrà più bisogno di conoscere articoli di legge o direttive europee per difendersi: basterà cercare il simbolo dell’avviso per sapere esattamente cosa fare e come comportarsi in caso di un prodotto difettoso.
La ricerca ACU: a che punto siamo in Italia? Online lo adotta solo il 40% dei siti
Per verificare l’effettiva applicazione della novità, ACU (Associazione Consumatori Utenti) ha promosso un’indagine sul campo, affidata a Giusto&Sostenibile Srls Benefit e curata dal prof. avv. Giuseppe d’Ippolito. Il 28 settembre 2026, il giorno successivo all’entrata in vigore delle nuove regole, è stato esaminato un campione di 50 grandi siti di e-commerce italiani suddivisi su 15 diversi settori merceologici.
La ricerca ha scattato una “fotografia” in tempo reale dal punto di vista del cittadino, analizzando ciò che il cliente vede davvero durante l’acquisto. I risultati mostrano uno scenario ancora a due velocità:
- Avviso assente nel 60% dei casi: ben 30 siti su 50 non hanno ancora implementato il nuovo promemoria europeo.
- Avviso presente nel 40% dei casi: lo strumento è stato individuato in 20 siti su 50.
- Il tasso di conformità: tra i 20 siti che hanno già inserito l’Avviso, 16 sono risultati perfettamente a norma, mentre 4 presentano ancora difformità rispetto al modello europeo.
L’indagine non vuole essere una pagella legale o una certificazione dei singoli negozi, ma rappresenta un monitoraggio concreto della trasparenza digitale. Il dato finale parla chiaro: a pochissimi giorni dal debutto della norma, c’è ancora molta strada da fare per garantire ai consumatori la piena visibilità dei loro diritti.


