Attualità

Convegno “Gli OGM nella filiera agroalimentare: una rinuncia ragionata o un’opportunità non colta?”, Istituto Superiore di Sanità, Roma, 10 febbraio 2015.

giovedì, gennaio 15th, 2015

Caro/a,

mi è gradito informarti che il Convegno “Gli OGM nella filiera agroalimentare: una rinuncia ragionata o un’opportunità non colta?” si svolgerà presso l’Istituto Superiore di Sanità, in data 10 febbraio 2015.

All’evento è prevista la partecipazione, come relatori, delle più autorevoli realtà pubbliche e private interessate alla tematica degli Organismi Geneticamente Modificati (OGM) nella catena agro-alimentare.

Dato l’atteso alto numero di partecipanti, si richiede di confermare la partecipazione inviando la scheda di iscrizione in allegato debitamente compilata in tutte le sue parti e firmata, via e-mail alla Segreteria Tecnica (mcbarea@iss.it) o via fax (06 49902363).

La conferma di iscrizione sarà comunicata entro il 31 dicembre 2014.

La partecipazione è gratuita.

 

Maria Cristina Barea Toscan

 

Responsabile Amministrativo

Rep.  OGM e Xenobiotici di Origine Fungina

Dip. SPVSA

Istituto Superiore Sanità

Viale Regina Elena, 299 – 00161 Roma, IT

Tel. +39 (0)6 4990 6139 - Fax +39 (0)6 4990 2363

e-mail:  mcbarea@iss.it

skype name: malagutimc

giovedì, gennaio 15th, 2015

 

 

 

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COMUNICATO STAMPA

 

 

GOOGLE SPECIAL COLLECTS: SÌ ALLE RIPRESE MA ASSOLUTO RISPETTO PER LA PRIVACY DELLE PERSONE 

Il nuovo servizio di Google Street View dovrà segnalare la presenza delle apparecchiature fotografiche

 

 

Turisti, passanti, visitatori di musei e aree naturali dovranno essere informati che Google sta effettuando delle riprese sul posto per pubblicarle con il nuovo servizio “Google Special Collects”. Notizie dettagliate sull’attività dovranno essere preventivamente diffuse anche su Internet e presso i luoghi di interesse. Dovranno essere resi riconoscibili i “trekker” che trasportano le apparecchiature fotografiche sullo zaino.

Lo ha stabilito il Garante privacy in seguito alla decisione della multinazionale di voler lanciare anche in Italia il servizio “Google Special Collects”, che consentirà di registrare immagini a 360 gradi in ambienti non raggiungibili dalle tradizionali vetture di “Google Street View”, come siti archeologici, parchi nazionali, musei e spiagge. Le apparecchiature fotografiche saranno trasportate a piedi da operatori (trekker), o installate su mezzi alternativi, come imbarcazioni o treni.

Nella richiesta al Garante, Google ha affermato che nei musei e in altri luoghi ad accesso limitato, al fine di limitare eventuali riprese di visitatori, effettuerà le registrazioni negli orari di chiusura al pubblico. Nelle altre aree, come spiagge e spazi aperti, saranno invece scelti orari in cui sia meno probabile incontrare passanti. La multinazionale americana provvederà inoltre a oscurare i volti e altri particolari identificativi (ad esempio, le targhe dei veicoli), eventualmente memorizzati, prima di rendere disponibili le immagini sul servizio Google Maps.

L’Autorità, nell’ambito del bilanciamento di interessi e in base alla peculiarità del servizio rispetto alla versione standard di Street View, ha imposto alla società l’adozione di adeguate cautele a tutela degli interessati e di misure semplificate per informarli delle riprese in corso.

In particolare, Google dovrà pubblicare informazioni sui luoghi di ripresa sul proprio sito web in italiano nei tre giorni antecedenti l’inizio dei lavori. Informazioni dettagliate dovranno essere pubblicate già sette giorni prima dell’inizio delle riprese anche sui siti web e, se esistenti, sulle newsletter o altre pubblicazioni informative dei partners, cioè degli enti, strutture, soggetti privati, fondazioni etc. coinvolti nel programma.

Nei luoghi ad accesso controllato, Google o i suoi incaricati dovranno provvedere a informare le persone interessate – anche attraverso appositi avvisi o cartelli affissi all’ingresso dei siti – della imminente registrazione delle immagini, in modo da consentire ai visitatori di esercitare il diritto a non venire inquadrati.

La multinazionale americana dovrà inoltre garantire la formazione del personale coinvolto circa il rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali. Dovrà infine dotare gli operatori di adesivi o altri segni distintivi ben visibili da applicare sull’abbigliamento e sulle attrezzature, in modo da segnalare chiaramente che si stanno acquisendo immagini da pubblicare online su Google Maps mediante il servizio Google Special Collects nell’ambito di Street View.

 

Roma, 30 dicembre 2014

 

giovedì, gennaio 15th, 2015

 

 

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SICUREZZA STRADALE – Il Comune di Roma apre al confronto con i consumatori

Pileri e le Associazioni: “Educare i romani e restituire dignità al trasporto pubblico”

 

Creare un tavolo tecnico permanente sui temi della mobilità e della sicurezza stradale. Questo il tema dell’incontro svoltosi il 23 dicembre presso il Dipartimento Mobilità del Comune di Roma, alla presenza di una delegazione di Roma Servizi per la Mobilità, presieduta dal suo Presidente ed AD Carlo Medaglia, e di una folta rappresentanza di associazioni. «L’apertura di un dialogo con le rappresentanze dei consumatori e degli utenti è importante, considerata la sfiducia crescente nei cittadini romani rispetto alle amministrazioni comunali». È sferzante ma realista Carlo Pileri, portavoce della federazione IConsumatori, che ha partecipato all’incontro assieme a Konsumer Italia, ACU e MDC. «Una svolta è necessaria e urgente – aggiunge Pileri − da parte di un’Amministrazione che ha aumentato finora tasse e tariffe senza migliorare le condizioni dei romani. Se vogliamo influire sulle politiche del Comune per aumentare i diritti dei cittadini, non possiamo però sottrarci da un ruolo educativo dei cittadini (automobilisti, pedoni, utenti di servizi pubblici) che, come diceva Kennedy agli americani nel 1962, non devono solo chiedersi “cosa fa il Comune per noi”, ma soprattutto cosa facciamo noi romani per far funzionare meglio il Comune. Il tavolo è aperto ora sta a tutte le parti lavorare in questa duplice direzione». Al tavolo tecnico, che tornerà a riunirsi a gennaio, si è parlato di adottare cartelloni luminosi sulle vie cittadine e sui mezzi ATAC, oltre a quegli strumenti, anche drastici, atti ad arginare la violenza dilagante nella circolazione stradale, specialmente a carico degli utenti più indifesi, come i pedoni ed i ciclisti. È stato proposto, ad esempio, che qualche pattuglia della Polizia di Roma Capitale venga incaricata, magari per più giorni di seguito, di presidiare alcuni attraversamenti pedonali, sanzionando gli automobilisti che non danno la precedenza ai pedoni. Segnali positivi ma inutili se non si è in grado di far rispettare le leggi vigenti, in primis la moderazione della velocità. Konsumer Italia, ACU, MDC, e la federazione IConsumatori ritengono che si debba aggredire la prepotenza da qualunque parte arrivi (anche da pedoni, ciclisti e motociclisti) per restituire l’ambiente urbano alla godibilità delle persone. «Bisogna elettrificare il trasporto urbano – sostengono i rispettivi presidenti Premuti, Cavinato, Longo e Pileri − sia privato che pubblico, restituendo al mezzo pubblico autorevolezza, garanzia di puntualità e rispetto del cittadino che oggi si sono persi. Inoltre, occorre combattere in modo efficace i “portoghesi”, problema secondo solo alle mazzette ed ai privilegi. Potenziare le piste ciclabili, le aree pedonali e decentrare gli uffici pubblici e privati significherebbe poi regalare alla città quel ruolo di polo aggregatore che gli compete, uscendo finalmente dalla giungla del traffico. Infine, si deve tornare ad utilizzare nel modo corretto la quota dei proventi delle multe, oggi in larga misura destinati ad altri capitoli di spesa».

 

Andrea Scandura

ufficio.stampa@konsumer.it

CONSUMATORI ED ENERGIA, INIZIATIVA PUBBLICA A TRAPANI

venerdì, dicembre 5th, 2014

1013601_10152041285218364_6647031259079543802_nSABATO 6 DICEMBRE 2014

Ore 16.00-19.00

 

TRAPANI

 

Hotel Crystal

Piazza Umberto I°, n.1

 

INIZIATIVA PUBBLICA

Promossa nell’ambito del progetto nazionale PDT2 Energia incontri territoriali

 

CONSUMATORI ED ENERGIA

 

Le famiglie ed il libero mercato dell’energia in tempo di crisi socio-economica con particolare riguardo ai temi del mercato dell’energia elettrica, lotta agli abusi, normativa e modalità di azione

a tutela del cittadino-consumatore. L’importanza del risparmio e dell’efficienza energetica e le energie da fonti rinnovabili.

 

 

Intervengono

Gianni Cavinato – Presidente nazionale dell’ACU-Associazione Consumatori Utenti

 

Vincenzo D’Angelo – Presidente ACU-Sede Regionale della Sicilia

 

 

Progetto realizzato dalle Associazioni Consumatori facenti parte del Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti con il contributo del Fondo Sanzioni Autorità per l’Energia Elettrica il Gas e il Sistema Idrico

INCONTRO PTD2 ENERGIA SASSARI

venerdì, novembre 28th, 2014

SABATO 29 NOVEMBRE 2014

Ore 16.00-20.00

SASSARI

Hotel Vittorio Emanuele

Corso Vittorio Emanuele, n.100/102

INIZIATIVA PUBBLICA

Promossa nell’ambito del progetto nazionale PDT2 Energia incontri territoriali

CONSUMATORI ED ENERGIA

 

Le famiglie ed il libero mercato dell’energia in tempo di crisi socio-economica con particolare riguardo ai temi del mercato dell’energia elettrica, lotta agli abusi, normativa e modalità di azione

a tutela del cittadino-consumatore. L’importanza del risparmio e dell’efficienza energetica e le energie da fonti rinnovabili.

Interviene

Gianni Cavinato – Presidente nazionale dell’ACU-Associazione Consumatori Utenti

Partecipa

Pietro Campus – presidente ICEA-Istituto per la Certificazione Etica Ambientale

 

 

Progetto realizzato dalle Associazioni Consumatori facenti parte del Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti con il contributo del Fondo Sanzioni Autorità per l’Energia Elettrica il Gas e il Sistema Idrico

INCONTRO PDT2 ENERGIA AD ANDRIA

venerdì, novembre 28th, 2014

VENERDI’ 28 NOVEMBRE 2014 – Ore 16.00

Andria – Sala Conferenze R7 – Via Corato 202

INIZIATIVA PUBBLICA

Promossa nell’ambito del progetto nazionale PDT2 Energia incontri territoriali

CONSUMATORI ED ENERGIA

Il libero mercato dell’energia in tempo di crisi socio-economica, lotta agli abusi, normativa e modalità di azione a tutela degli utenti.

 Saluti:

Maria Rosaria Losito – Presidente ACU-Sede Regionale della Puglia

Riccardo Mastrodonato – Presidente Confcommercio Andria

 

Interventi di:

Giovanni Santovito – Avvocato, esperto in diritto dei consumi

“Come orientarsi nel mercato libero dell’energia”

Elisabetta Pastore – Avvocato,responsabile sportello regionale reclami ACU

“Strumenti a disposizione dell’utente nella contestazione della bolletta”

 

Progetto realizzato dalle Associazioni Consumatori facenti parte del Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti con il contributo del Fondo Sanzioni Autorità per l’Energia Elettrica il Gas e il Sistema Idrico

 

LETTERA APERTA ACU-ASSOCIAZIONE CONSUMATORI UTENTI

sabato, novembre 15th, 2014

ACU Associazione Consumatori Utenti
Milano, via Padre Luigi Monti – 20/c – associazioneQassociazioneacu.orq, tei. 026615411
Zona di Esondazione del Fiume Seveso

L’ACU CHIEDE ALLA PROTEZIONE CIVILE UN PARERE TECNICO SULLA VICENDA
“SEVESO” E SI RISERVA DI CHIEDERE ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI
MILANO IL SEQUESTRO DEL FIUME SEVESO

Al Sindaco dì Milano Giuliano Pisapia
Al Presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni
Al Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi
Al Capo Dipartimento della Protezione Civile Franco Gabrielli

Egregi Amministratori,
per l’ennesima volta il FiumeSevesoeuscito.il 12 novembre 2014, dalla sua “prigionedi
cemento alla quale la “sapienza idraulica umana” l’ha relegato per favorire la
costruzione di abitazioni e strade.
Sulle strade corrono le auto e da decenni spesso si spinge verso valle anche l’acqua
fangosa di un Fiume che vuoi vedere la luce del Sole !
Sì, proprio la luce che vorrebbero veder i ciechi.
La luce di cui Voi Amministratori avete smarrito le lunghezze d’onda.
La luce di cui Voi Amministratori continuate ad ignorare la propagazione.
Ci raccontate che da decenni si devono realizzare opere “riparatone” a Nord di Milano, ma
le opposizioni burocratiche e la mancanza di fondi lo hanno finora impedito. E’ vero o no
che già nel 1954 il Comune di Milano individuò come indispensabile la costruzione di un
canale scolmatore del Seveso indicandone anche la portata in 30 mc/s e che già nel 1982
si era dimostrato inadeguato ?
Sono già stati spesi milioni di Lire e di Euro e solo nel 2014 sono già avvenute ben otto
esondazioni che hanno provocato milioni di danni e come nel nostro caso, non meno di
cinquantamila Euro di danni.
L’ACU-Associazione Consumatori Utenti chiede al Capo del Dipartimento della Protezione
Civile un parere tecnico dell’intera vicenda “Seveso” con una puntuale analisi di quanto
avvenuto già a partire dei primi anni ’50.

 

Ed inoltre si chiedono agli Amministratori pubblici i conteggi relativi all’entità dei costi
indiretti di questa situazione.
Le giornate/uomo impegnate nelle pulizìe, riparazioni, trasporti. Ad esempio, l’AMSA sta
impiegando mezzi, acqua, energìa, personale, organizzazione per pulire le strade.
I Vigili del Fuoco, intervenuti ,anche nella nostra sede, per aspirare l’acqua e valutare la
sicurezza dello stabile. Le strutture della Protezione Civile e poi la Polizia Comunale, le
Forze dell’Ordine quando una seria politica della PREVENZIONE permetterebbe una
occupazione di qualità e una crescita sostenibile della nostra economia.
Egregi Amministratori, ora Vi chiediamo che cosa intendente fare o vogliamo augurarci
tutti che nel 2015, durante l’EXPO si ripeta a Milano, quanto accaduto in questi ultimi
cinque mesi?
Ora, se non percepiamo nulla di veramente nuovo in questi prossimi giorni ci troveremo
obbligati ad avanzare alla Procura della Repubblica di Milano una precisa richiesta,
ovvero il SEQUESTRO DEL FIUME SEVESO E DI TUTTE LE OPERE ANNESSE E
CONNESSE REALIZZATE NEGLI ULTIMI CINQUANTA ANNI!
Vogliamo semplicemente sapere chi sono i responsabili di ieri e di oggi di un disastro
permanente che rappresenta la vergogna d’Italia. Intanto siete tutti invitati a visionare
anche presso la nostra sede i disastri compiuti da questa incuria

(vedi link di esondazione: 7/8 luglio

https://www.facebook.com/media/set/?set=a.10152216222833364.1073741827.94572623

363&type=3

e 12 novembre
https://www.facebook.com/ACU,Associazione.Consumatori.Utenti/photos stream#!/ACU.A
ssociazione. Consumatori. Utenti/photos/pb. 94572623363. -
2207520000.1415971408./10152467722568364/?tvpe=3&theater
Dott. Gianni Cavinato
presidente nazionale
ACU-Asbociazione Consumatori Utenti

COMUNICATO STAMPA

sabato, novembre 15th, 2014

Milano, 13.11.14

 

1013601_10152041285218364_6647031259079543802_nGli abusivi della bolletta

 

L’ACU è contraria all’istituzione di una Banca dati degli utenti morosi che l’AEEGSI vuole istituire. Come dicono in Veneto, “el tacon xe peso del buso”, ovvero se l’Autorità intende colpire l’abusivismo, dovrà avvalersi di strumenti diversi con l’ausilio delle forze dell’ordine e delle Amministrazioni locali. Le soluzioni dirigistiche si dimostreranno fallimentari.

 

Gli ultimi dati, diffusi dall’Autorità dell’energia elettrica, gas e servizio idrico integrato, riguardo ai morosi parlano chiaro: a pesare di più sugli importi dei pagamenti in ritardo non sono le utenze domestiche bensì esercenti, piccole imprese ed enti locali (i non disalimentabili).

L’ACU e le Associazioni Consumatori esprimono il proprio dissenso verso una  regolazione eccessivamente complessa ed  invasiva perseguita dall’Autorità per l’energia elettrica, il gas ed il sistema idrico integrato (Aeegsi) e chiedono, invece, provvedimenti più chiari e semplici.

I provvedimenti proposti dall’Autorità  rafforzano  le misure per chiudere i contatori, mentre il calcolo delle insolvenze ricade tutto sui consumatori in base al sistema indennitario vigente (DCO 477/2014).

Secondo i dati dell’Autorità si tratta di un giro di crediti da 2,1 miliardi di euro, di cui il 60% direttamente a carico delle bollette degli utenti.

Ad oggi, infatti, il fornitore ha il diritto di sospendere l’erogazione di energia, oltre  che  di aggiungere i costi sostenuti dalla filiera che incidono su alcune componenti tariffarie finanziate dagli stessi consumatori.

Nel mercato libero dell’energia, per ogni fattura non pagata, il venditore uscente può chiedere i soldi al sistema  indennitario  che provvede poi a rifinanziarlo tramite la Cassa conguagli, mentre al consumatore verranno richieste le cifre tramite l’aggiunta di una mora,  il  c.d.  CMor.

I provvedimenti dell’Autorità così proposti, rafforzano ingiustificatamente gli strumenti già a disposizione  delle imprese, peraltro andando ad incidere anche su normative già oggetto di disciplina  codicistica  (es. cessione del credito).

Perciò, l’ACU e le Associazioni Consumatori  lamentano e sottolineano che in tal modo si va unicamente a predisporre una eccessiva salvaguardia del rischio di impresa, a fronte di tutele non parimenti bilanciate ed efficaci verso i diritti dei consumatori. I provvedimenti proposti, infatti, faciliterebbero il distacco dell’utenza senza alcun particolare discrimine rispetto alle cause. È noto, infatti, che spesso gli utenti non pagano alcune bollette unicamente per contestarne gli importi ritenuti esagerati o legati ad un comportamento improprio e ingiusto dell’azienda.

Nel contempo, neppure si può ignorare il dramma di tante famiglie e consumatori, oggi in difficoltà, che non pagano non perché  non vogliono, ma perché non possono; ricorrendo ad una modalità coercitiva che ne mortifica la dignità, motivandola apoditticamente con presunti comportamenti opportunistici, che nessuno qui vuole giustificare, tantomeno ha mai giustificato.

Da qui l’esigenza di individuare  le  proposte  più  appropriate, predisponendo anche soluzioni  innovative calibrate, capaci di creare una rete sociale di supporto a chi versa in difficoltà  per  i motivi oggi più diversi, considerando sia l’incremento delle nuove povertà, sia le conseguenti situazioni di emergenza sociale che possono colpire cittadini/consumatori.

In tal senso l’ACU e le Associazioni Consumatori propongono un funzionale sistema di monitoraggio del fenomeno  – valutando come opportuna e necessaria la sua condivisione con l’AGCM – al fine di garantire un sistema di  tutele  e  salvaguardia complessiva dei consumatori in difficoltà, tenendo conto che morosità e rateizzazione possono anche derivare: da disservizi di venditori e  distributori; dal triste fenomeno dei contratti non richiesti; da pratiche commerciali scorrette; oltre che da sopraggiunte condizioni di disagio sociale (fuel poverty).

Sotto questo profilo l’ACU e le Associazioni Consumatori evidenziando la propria consolidata esperienza conseguita con i Protocolli volontari di conciliazione, rappresentano che gli strumenti di gestione dei reclami e la valorizzazione della stessa conciliazione paritetica, possono agevolmente diventare centrali e strategici per le risoluzioni fra aziende e consumatori sul tema della morosità.

L’ACU e le Associazioni Consumatori considerano la proposta dell’Autorità di creare una “banca dati dei morosi” una scelta particolarmente pericolosa e critica, che qualora attuata rischia di determinare pesanti distorsioni ed un rilevante contenzioso in un settore già problematico.

Una misura, decisamente eccessiva ed inaccettabile vista la irrisorietà del livello di morosità degli utenti domestici, che laddove attuata gioverebbe solo alle aziende già impegnate da tempo in operazioni di cartolarizzazione (cessione/vendita) dei crediti.

 

mercoledì, novembre 12th, 2014

 

E’ stato  appena pubblicato l’ultimo numero di InfoKonsumer:

da oggi saremo insieme con ACU.

Questo il link:

https://drive.google.com/file/d/0B2adGf-xaNK7bm9mZjE1VVkzUUk/view e in allegato il PDF.

Va inserito su blog e sito.

ki

Andrea SCANDURA

Ufficio Stampa KONSUMER ITALIA

Via di Vigna Fabbri, 5
00179   ROMA    RM

Mobile: +39 3779834306

Skype: andrea_scandura

Web: www.konsumer.it

 

 

Lavoro: uso dei dati di localizzazione solo con precise garanzie

mercoledì, novembre 12th, 2014

 

 

Due società telefoniche potranno utilizzare i dati di localizzazione geografica, rilevati da una app attiva sugli smartphone in dotazione ai lavoratori, purché adottino adeguate cautele a protezione della loro vita privata. Lo ha stabilito il Garante privacy nell’accogliere le istanze di verifica preliminare presentate dalle due società che intendono utilizzare questa tipologia di dati per ottimizzare l’impiego delle risorse presenti sul territorio e migliorare la gestione, il coordinamento e la tempestività degli interventi tecnici. A tutela della riservatezza dei dipendenti l’Autorità ha prescritto l’adozione di una serie di accorgimenti e stringenti misure di sicurezza. Lo smartphone per le proprie caratteristiche è destinato a “seguire” la persona che lo possiede, senza distinzione tra tempo di lavoro e tempo di non lavoro. Il trattamento dei dati di localizzazione può presentare, quindi, rischi specifici per la libertà (es. di circolazione e di comunicazione), i diritti e la dignità del dipendente. Per questo motivo, le società, che si sono anche impegnate a raggiungere un accordo con le organizzazioni sindacali, dovranno adottare specifiche misure volte a garantire che le informazioni visibili o utilizzabili dalla app siano solo quelle di geolocalizzazione, impedendo l’accesso ad altri dati, quali ad esempio, sms, posta elettronica, traffico telefonico. E dovranno configurare il sistema in modo tale che sullo schermo dello smartphone compaia sempre, ben visibile, un’icona che indichi ai dipendenti che la funzione di localizzazione è attiva. I dipendenti dovranno essere ben informati sulle caratteriste dell’applicazione (ad es., sui tempi e le modalità di attivazione) e sui trattamenti di dati effettuati dalle società. Nel dare l’ok il Garante ha ritenuto che il sistema sottoposto alla sua attenzione rispetti nel complesso i principi stabiliti dal Codice privacy. Il sistema infatti è conforme al principio di liceità perché consente di ottimizzare la gestione degli interventi tecnici, incrementando la velocità di risposta alle richieste dei clienti, soprattutto in caso di emergenze o calamità naturali. La localizzazione geografica, inoltre, rafforza le condizioni di sicurezza dei dipendenti permettendo l’invio mirato di soccorsi in caso di difficoltà. Il sistema risulta poi conforme anche ai principi di necessità, pertinenza e non eccedenza. La rilevazione dei dati di geolocalizzazione prospettata dalle società, infatti, non sarebbe continuativa, ma avverrebbe a intervalli stabiliti. E’ previsto che l’ultima rilevazione cancelli quella precedente. Come stabilito dal Codice privacy, prima di attivare il sistema le società dovranno notificare all’Autorità il trattamento di dati sulla localizzazione.

 

Scuola: nessun dato sulla disabilità dei docenti nelle graduatorie on line – Vietato diffondere informazioni sulla salute

Stop alla pubblicazione on line di graduatorie scolastiche in cui sia indicata la disabilità dei docenti. Il Garante privacy ha dichiarato illecito il trattamento di dati effettuato da un Ufficio scolastico regionale e ha vietato l’ulteriore diffusione in Internet di informazioni sulla salute e di altri dati non pertinenti riferiti a decine di insegnanti. Sul sito web dell’Ufficio, come segnalato da un insegnante, risultavano infatti pubblicate le graduatorie dei docenti e i rispettivi allegati tra i quali gli elenchi dei “riservisti, gruppo 2: disabili art. 1, l. n. 68/99”, corredati da una legenda che dava conto dei benefici connessi, come la precedenza nell’assegnazione della sede per le persone con gravi invalidità e i relativi titoli di preferenza per gli insegnanti non vedenti. Le graduatorie, per di più, recavano in chiaro, oltre ai dati identificativi degli interessati, il codice fiscale e il numero di figli a carico, informazioni risultate eccedenti e non pertinenti rispetto alle finalità della pubblicazione. Inoltre, i dati in questione erano immediatamente reperibili in rete tramite l’inserimento delle generalità degli interessati nei più diffusi motori di ricerca. Oltre al provvedimento di divieto, il Garante ha prescritto all’Ufficio scolastico regionale di conformare per il futuro la pubblicazione di atti e documenti in Internet alle disposizioni del Codice privacy e delle Linee guida in materia di trasparenza e pubblicità, di recente adozione, rispettando in particolare il divieto di diffusione dei dati idonei a rivelare lo stato di salute degli interessati e le indicazioni fornite dal Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca attraverso apposite circolari. L’Autorità si è riservata inoltre di valutare, con separato provvedimento, gli estremi per contestare all’Ufficio scolastico regionale la violazione amministrativa prevista per l’infrazione del Codice.