Attualità

INCONTRO PTD2 ENERGIA SASSARI

venerdì, novembre 28th, 2014

SABATO 29 NOVEMBRE 2014

Ore 16.00-20.00

SASSARI

Hotel Vittorio Emanuele

Corso Vittorio Emanuele, n.100/102

INIZIATIVA PUBBLICA

Promossa nell’ambito del progetto nazionale PDT2 Energia incontri territoriali

CONSUMATORI ED ENERGIA

 

Le famiglie ed il libero mercato dell’energia in tempo di crisi socio-economica con particolare riguardo ai temi del mercato dell’energia elettrica, lotta agli abusi, normativa e modalità di azione

a tutela del cittadino-consumatore. L’importanza del risparmio e dell’efficienza energetica e le energie da fonti rinnovabili.

Interviene

Gianni Cavinato – Presidente nazionale dell’ACU-Associazione Consumatori Utenti

Partecipa

Pietro Campus – presidente ICEA-Istituto per la Certificazione Etica Ambientale

 

 

Progetto realizzato dalle Associazioni Consumatori facenti parte del Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti con il contributo del Fondo Sanzioni Autorità per l’Energia Elettrica il Gas e il Sistema Idrico

INCONTRO PDT2 ENERGIA AD ANDRIA

venerdì, novembre 28th, 2014

VENERDI’ 28 NOVEMBRE 2014 – Ore 16.00

Andria – Sala Conferenze R7 – Via Corato 202

INIZIATIVA PUBBLICA

Promossa nell’ambito del progetto nazionale PDT2 Energia incontri territoriali

CONSUMATORI ED ENERGIA

Il libero mercato dell’energia in tempo di crisi socio-economica, lotta agli abusi, normativa e modalità di azione a tutela degli utenti.

 Saluti:

Maria Rosaria Losito – Presidente ACU-Sede Regionale della Puglia

Riccardo Mastrodonato – Presidente Confcommercio Andria

 

Interventi di:

Giovanni Santovito – Avvocato, esperto in diritto dei consumi

“Come orientarsi nel mercato libero dell’energia”

Elisabetta Pastore – Avvocato,responsabile sportello regionale reclami ACU

“Strumenti a disposizione dell’utente nella contestazione della bolletta”

 

Progetto realizzato dalle Associazioni Consumatori facenti parte del Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti con il contributo del Fondo Sanzioni Autorità per l’Energia Elettrica il Gas e il Sistema Idrico

 

LETTERA APERTA ACU-ASSOCIAZIONE CONSUMATORI UTENTI

sabato, novembre 15th, 2014

ACU Associazione Consumatori Utenti
Milano, via Padre Luigi Monti – 20/c – associazioneQassociazioneacu.orq, tei. 026615411
Zona di Esondazione del Fiume Seveso

L’ACU CHIEDE ALLA PROTEZIONE CIVILE UN PARERE TECNICO SULLA VICENDA
“SEVESO” E SI RISERVA DI CHIEDERE ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI
MILANO IL SEQUESTRO DEL FIUME SEVESO

Al Sindaco dì Milano Giuliano Pisapia
Al Presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni
Al Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi
Al Capo Dipartimento della Protezione Civile Franco Gabrielli

Egregi Amministratori,
per l’ennesima volta il FiumeSevesoeuscito.il 12 novembre 2014, dalla sua “prigionedi
cemento alla quale la “sapienza idraulica umana” l’ha relegato per favorire la
costruzione di abitazioni e strade.
Sulle strade corrono le auto e da decenni spesso si spinge verso valle anche l’acqua
fangosa di un Fiume che vuoi vedere la luce del Sole !
Sì, proprio la luce che vorrebbero veder i ciechi.
La luce di cui Voi Amministratori avete smarrito le lunghezze d’onda.
La luce di cui Voi Amministratori continuate ad ignorare la propagazione.
Ci raccontate che da decenni si devono realizzare opere “riparatone” a Nord di Milano, ma
le opposizioni burocratiche e la mancanza di fondi lo hanno finora impedito. E’ vero o no
che già nel 1954 il Comune di Milano individuò come indispensabile la costruzione di un
canale scolmatore del Seveso indicandone anche la portata in 30 mc/s e che già nel 1982
si era dimostrato inadeguato ?
Sono già stati spesi milioni di Lire e di Euro e solo nel 2014 sono già avvenute ben otto
esondazioni che hanno provocato milioni di danni e come nel nostro caso, non meno di
cinquantamila Euro di danni.
L’ACU-Associazione Consumatori Utenti chiede al Capo del Dipartimento della Protezione
Civile un parere tecnico dell’intera vicenda “Seveso” con una puntuale analisi di quanto
avvenuto già a partire dei primi anni ’50.

 

Ed inoltre si chiedono agli Amministratori pubblici i conteggi relativi all’entità dei costi
indiretti di questa situazione.
Le giornate/uomo impegnate nelle pulizìe, riparazioni, trasporti. Ad esempio, l’AMSA sta
impiegando mezzi, acqua, energìa, personale, organizzazione per pulire le strade.
I Vigili del Fuoco, intervenuti ,anche nella nostra sede, per aspirare l’acqua e valutare la
sicurezza dello stabile. Le strutture della Protezione Civile e poi la Polizia Comunale, le
Forze dell’Ordine quando una seria politica della PREVENZIONE permetterebbe una
occupazione di qualità e una crescita sostenibile della nostra economia.
Egregi Amministratori, ora Vi chiediamo che cosa intendente fare o vogliamo augurarci
tutti che nel 2015, durante l’EXPO si ripeta a Milano, quanto accaduto in questi ultimi
cinque mesi?
Ora, se non percepiamo nulla di veramente nuovo in questi prossimi giorni ci troveremo
obbligati ad avanzare alla Procura della Repubblica di Milano una precisa richiesta,
ovvero il SEQUESTRO DEL FIUME SEVESO E DI TUTTE LE OPERE ANNESSE E
CONNESSE REALIZZATE NEGLI ULTIMI CINQUANTA ANNI!
Vogliamo semplicemente sapere chi sono i responsabili di ieri e di oggi di un disastro
permanente che rappresenta la vergogna d’Italia. Intanto siete tutti invitati a visionare
anche presso la nostra sede i disastri compiuti da questa incuria

(vedi link di esondazione: 7/8 luglio

https://www.facebook.com/media/set/?set=a.10152216222833364.1073741827.94572623

363&type=3

e 12 novembre
https://www.facebook.com/ACU,Associazione.Consumatori.Utenti/photos stream#!/ACU.A
ssociazione. Consumatori. Utenti/photos/pb. 94572623363. -
2207520000.1415971408./10152467722568364/?tvpe=3&theater
Dott. Gianni Cavinato
presidente nazionale
ACU-Asbociazione Consumatori Utenti

COMUNICATO STAMPA

sabato, novembre 15th, 2014

Milano, 13.11.14

 

1013601_10152041285218364_6647031259079543802_nGli abusivi della bolletta

 

L’ACU è contraria all’istituzione di una Banca dati degli utenti morosi che l’AEEGSI vuole istituire. Come dicono in Veneto, “el tacon xe peso del buso”, ovvero se l’Autorità intende colpire l’abusivismo, dovrà avvalersi di strumenti diversi con l’ausilio delle forze dell’ordine e delle Amministrazioni locali. Le soluzioni dirigistiche si dimostreranno fallimentari.

 

Gli ultimi dati, diffusi dall’Autorità dell’energia elettrica, gas e servizio idrico integrato, riguardo ai morosi parlano chiaro: a pesare di più sugli importi dei pagamenti in ritardo non sono le utenze domestiche bensì esercenti, piccole imprese ed enti locali (i non disalimentabili).

L’ACU e le Associazioni Consumatori esprimono il proprio dissenso verso una  regolazione eccessivamente complessa ed  invasiva perseguita dall’Autorità per l’energia elettrica, il gas ed il sistema idrico integrato (Aeegsi) e chiedono, invece, provvedimenti più chiari e semplici.

I provvedimenti proposti dall’Autorità  rafforzano  le misure per chiudere i contatori, mentre il calcolo delle insolvenze ricade tutto sui consumatori in base al sistema indennitario vigente (DCO 477/2014).

Secondo i dati dell’Autorità si tratta di un giro di crediti da 2,1 miliardi di euro, di cui il 60% direttamente a carico delle bollette degli utenti.

Ad oggi, infatti, il fornitore ha il diritto di sospendere l’erogazione di energia, oltre  che  di aggiungere i costi sostenuti dalla filiera che incidono su alcune componenti tariffarie finanziate dagli stessi consumatori.

Nel mercato libero dell’energia, per ogni fattura non pagata, il venditore uscente può chiedere i soldi al sistema  indennitario  che provvede poi a rifinanziarlo tramite la Cassa conguagli, mentre al consumatore verranno richieste le cifre tramite l’aggiunta di una mora,  il  c.d.  CMor.

I provvedimenti dell’Autorità così proposti, rafforzano ingiustificatamente gli strumenti già a disposizione  delle imprese, peraltro andando ad incidere anche su normative già oggetto di disciplina  codicistica  (es. cessione del credito).

Perciò, l’ACU e le Associazioni Consumatori  lamentano e sottolineano che in tal modo si va unicamente a predisporre una eccessiva salvaguardia del rischio di impresa, a fronte di tutele non parimenti bilanciate ed efficaci verso i diritti dei consumatori. I provvedimenti proposti, infatti, faciliterebbero il distacco dell’utenza senza alcun particolare discrimine rispetto alle cause. È noto, infatti, che spesso gli utenti non pagano alcune bollette unicamente per contestarne gli importi ritenuti esagerati o legati ad un comportamento improprio e ingiusto dell’azienda.

Nel contempo, neppure si può ignorare il dramma di tante famiglie e consumatori, oggi in difficoltà, che non pagano non perché  non vogliono, ma perché non possono; ricorrendo ad una modalità coercitiva che ne mortifica la dignità, motivandola apoditticamente con presunti comportamenti opportunistici, che nessuno qui vuole giustificare, tantomeno ha mai giustificato.

Da qui l’esigenza di individuare  le  proposte  più  appropriate, predisponendo anche soluzioni  innovative calibrate, capaci di creare una rete sociale di supporto a chi versa in difficoltà  per  i motivi oggi più diversi, considerando sia l’incremento delle nuove povertà, sia le conseguenti situazioni di emergenza sociale che possono colpire cittadini/consumatori.

In tal senso l’ACU e le Associazioni Consumatori propongono un funzionale sistema di monitoraggio del fenomeno  – valutando come opportuna e necessaria la sua condivisione con l’AGCM – al fine di garantire un sistema di  tutele  e  salvaguardia complessiva dei consumatori in difficoltà, tenendo conto che morosità e rateizzazione possono anche derivare: da disservizi di venditori e  distributori; dal triste fenomeno dei contratti non richiesti; da pratiche commerciali scorrette; oltre che da sopraggiunte condizioni di disagio sociale (fuel poverty).

Sotto questo profilo l’ACU e le Associazioni Consumatori evidenziando la propria consolidata esperienza conseguita con i Protocolli volontari di conciliazione, rappresentano che gli strumenti di gestione dei reclami e la valorizzazione della stessa conciliazione paritetica, possono agevolmente diventare centrali e strategici per le risoluzioni fra aziende e consumatori sul tema della morosità.

L’ACU e le Associazioni Consumatori considerano la proposta dell’Autorità di creare una “banca dati dei morosi” una scelta particolarmente pericolosa e critica, che qualora attuata rischia di determinare pesanti distorsioni ed un rilevante contenzioso in un settore già problematico.

Una misura, decisamente eccessiva ed inaccettabile vista la irrisorietà del livello di morosità degli utenti domestici, che laddove attuata gioverebbe solo alle aziende già impegnate da tempo in operazioni di cartolarizzazione (cessione/vendita) dei crediti.

 

mercoledì, novembre 12th, 2014

 

E’ stato  appena pubblicato l’ultimo numero di InfoKonsumer:

da oggi saremo insieme con ACU.

Questo il link:

https://drive.google.com/file/d/0B2adGf-xaNK7bm9mZjE1VVkzUUk/view e in allegato il PDF.

Va inserito su blog e sito.

ki

Andrea SCANDURA

Ufficio Stampa KONSUMER ITALIA

Via di Vigna Fabbri, 5
00179   ROMA    RM

Mobile: +39 3779834306

Skype: andrea_scandura

Web: www.konsumer.it

 

 

Lavoro: uso dei dati di localizzazione solo con precise garanzie

mercoledì, novembre 12th, 2014

 

 

Due società telefoniche potranno utilizzare i dati di localizzazione geografica, rilevati da una app attiva sugli smartphone in dotazione ai lavoratori, purché adottino adeguate cautele a protezione della loro vita privata. Lo ha stabilito il Garante privacy nell’accogliere le istanze di verifica preliminare presentate dalle due società che intendono utilizzare questa tipologia di dati per ottimizzare l’impiego delle risorse presenti sul territorio e migliorare la gestione, il coordinamento e la tempestività degli interventi tecnici. A tutela della riservatezza dei dipendenti l’Autorità ha prescritto l’adozione di una serie di accorgimenti e stringenti misure di sicurezza. Lo smartphone per le proprie caratteristiche è destinato a “seguire” la persona che lo possiede, senza distinzione tra tempo di lavoro e tempo di non lavoro. Il trattamento dei dati di localizzazione può presentare, quindi, rischi specifici per la libertà (es. di circolazione e di comunicazione), i diritti e la dignità del dipendente. Per questo motivo, le società, che si sono anche impegnate a raggiungere un accordo con le organizzazioni sindacali, dovranno adottare specifiche misure volte a garantire che le informazioni visibili o utilizzabili dalla app siano solo quelle di geolocalizzazione, impedendo l’accesso ad altri dati, quali ad esempio, sms, posta elettronica, traffico telefonico. E dovranno configurare il sistema in modo tale che sullo schermo dello smartphone compaia sempre, ben visibile, un’icona che indichi ai dipendenti che la funzione di localizzazione è attiva. I dipendenti dovranno essere ben informati sulle caratteriste dell’applicazione (ad es., sui tempi e le modalità di attivazione) e sui trattamenti di dati effettuati dalle società. Nel dare l’ok il Garante ha ritenuto che il sistema sottoposto alla sua attenzione rispetti nel complesso i principi stabiliti dal Codice privacy. Il sistema infatti è conforme al principio di liceità perché consente di ottimizzare la gestione degli interventi tecnici, incrementando la velocità di risposta alle richieste dei clienti, soprattutto in caso di emergenze o calamità naturali. La localizzazione geografica, inoltre, rafforza le condizioni di sicurezza dei dipendenti permettendo l’invio mirato di soccorsi in caso di difficoltà. Il sistema risulta poi conforme anche ai principi di necessità, pertinenza e non eccedenza. La rilevazione dei dati di geolocalizzazione prospettata dalle società, infatti, non sarebbe continuativa, ma avverrebbe a intervalli stabiliti. E’ previsto che l’ultima rilevazione cancelli quella precedente. Come stabilito dal Codice privacy, prima di attivare il sistema le società dovranno notificare all’Autorità il trattamento di dati sulla localizzazione.

 

Scuola: nessun dato sulla disabilità dei docenti nelle graduatorie on line – Vietato diffondere informazioni sulla salute

Stop alla pubblicazione on line di graduatorie scolastiche in cui sia indicata la disabilità dei docenti. Il Garante privacy ha dichiarato illecito il trattamento di dati effettuato da un Ufficio scolastico regionale e ha vietato l’ulteriore diffusione in Internet di informazioni sulla salute e di altri dati non pertinenti riferiti a decine di insegnanti. Sul sito web dell’Ufficio, come segnalato da un insegnante, risultavano infatti pubblicate le graduatorie dei docenti e i rispettivi allegati tra i quali gli elenchi dei “riservisti, gruppo 2: disabili art. 1, l. n. 68/99”, corredati da una legenda che dava conto dei benefici connessi, come la precedenza nell’assegnazione della sede per le persone con gravi invalidità e i relativi titoli di preferenza per gli insegnanti non vedenti. Le graduatorie, per di più, recavano in chiaro, oltre ai dati identificativi degli interessati, il codice fiscale e il numero di figli a carico, informazioni risultate eccedenti e non pertinenti rispetto alle finalità della pubblicazione. Inoltre, i dati in questione erano immediatamente reperibili in rete tramite l’inserimento delle generalità degli interessati nei più diffusi motori di ricerca. Oltre al provvedimento di divieto, il Garante ha prescritto all’Ufficio scolastico regionale di conformare per il futuro la pubblicazione di atti e documenti in Internet alle disposizioni del Codice privacy e delle Linee guida in materia di trasparenza e pubblicità, di recente adozione, rispettando in particolare il divieto di diffusione dei dati idonei a rivelare lo stato di salute degli interessati e le indicazioni fornite dal Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca attraverso apposite circolari. L’Autorità si è riservata inoltre di valutare, con separato provvedimento, gli estremi per contestare all’Ufficio scolastico regionale la violazione amministrativa prevista per l’infrazione del Codice.

 

 

 

venerdì, ottobre 24th, 2014

 

ivass

 

COMUNICATO STAMPA DEL 20 OTTOBRE 2014

 

IVASS, ANIA e le Associazioni dei consumatori ritengono necessario rafforzare il funzionamento e l’efficacia dell’istituto della Conciliazione Paritetica per i sinistri rc auto, pur riconoscendo la validità del complessivo impianto della procedura e del relativo processo informatico di supporto – così come definiti dalle Associazioni dei consumatori e dall’Associazione delle imprese di assicurazione.

E’ questo l’esito principale dell’incontro che si è svolto presso IVASS con le Associazioni dei consumatori cui hanno partecipato ACU, Adiconsum, Adoc, Adusbef, Altroconsumo, Assoconsum, Assoutenti, Cittadinanzattiva, Codici, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione Nazionale Consumatori e nella prima parte della riunione dedicata alla Conciliazione anche l’Associazione delle imprese di assicurazione.

La discussione sulla Conciliazione si è incentrata sulle cause del limitato ricorso alla procedura di conciliazione – riconducibili essenzialmente alla scarsa conoscenza dell’istituto da parte dei consumatori e ai comportamenti prevalentemente assunti – e sulle possibili azioni da intraprendere per promuoverne lo sviluppo. Nel corso del 2013 e nei primi otto mesi del 2014 la procedura è stata attivata solo in 180 casi, a fronte di 3 milioni di sinistri, il 20% circa dei quali si trasforma in contenzioso.

Alla luce di quanto emerso circa le possibili cause dell’esiguo ricorso alla Conciliazione paritetica nonché sull’importanza per l’assicurato di mantenere il legame con una figura presente sul territorio, IVASS ha suggerito due possibili direttrici d’intervento:

-         la prima volta a rafforzare l’informazione verso l’utenza consegnando all’assicurato, in fase di stipula della polizza, unitamente al modulo CAI, un foglio informativo che illustri in modo sintetico la procedura e le sue modalità operative nonché individuando più incisive forme di diffusione delle informazioni relative a tale strumento;

-         la seconda volta a conciliare le esigenze di confronto diretto con la controparte avvertite dagli assicurati con quelle di agevolare le modalità di accesso alla procedura ampliandone i punti di accesso. Fermo restando la possibilità degli assicurati di rivolgersi direttamenteall’Associazione dei consumatori per l’inoltro delle richieste, si è proposto di coinvolgere nella fase di raccolta delle richieste anche le imprese, che provvederebbero poi a trasmetterle alle Associazioni cui l’utente ritiene di conferire il mandato.

In tal modo si avrebbe la possibilità di sfruttare l’ampia rete distributiva di cui le imprese dispongono. E’ stato anche prospettato il ricorso al canale postale per l’invio delle richieste.

Ulteriori proposte sono emerse con l’obiettivo di far conseguire maggiori livelli di specializzazione alle risorse delle Associazioni dedicate alla gestione delle controversie (individuazione di persone da dedicare in via continuativa o prevalente a tale attività, sulle quali investire con iniziative formative mirate e, in vista dell’auspicato incremento delle adesioni alla procedura, soluzioni organizzative più strutturate che tengano conto della ripartizione tra compiti istruttori e compiti decisori).

 

ANIA e le Associazioni hanno valutato positivamente il piano organico di interventi prospettato da IVASS teso a cogliere tutti gli elementi di criticità emersi nel corso dell’incontro, riservandosi di valutare successivamente nel dettaglio le proposte che verranno più analiticamente illustrate in un documento a cura di IVASS.

 

Nella seconda parte dell’incontro, IVASS ha raccolto le positive considerazioni delle Associazioni dei Consumatori in merito agli esiti dell’indagine “Sei assicurato e forse non lo sai”, relativa alle polizze vendute in abbinamento a prodotti e servizi di natura non assicurativa, pubblicata a luglio (www.ivass.it) da cui emerge che circa 15 milioni di persone potrebbero essere assicurate a loro insaputa e non essere quindi in grado di sfruttare la polizza in caso di bisogno.

 

IVASS ha infine annunciato l’imminente pubblicazione nel proprio sito dei risultati della indagine sull’operatività dei siti comparativi finalizzata a verificare il livello di trasparenza e correttezza dei servizi di comparazione.

 

La data del prossimo incontro è stata fissata per il 21 gennaio 2015.

Informativa relativa ai possibili rischi e pericoli delle sostanze chimiche

lunedì, aprile 14th, 2014

 

1106chimica

Informativa promossa dal Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare e Federsanità Anci

Acqua bene comune, riaffermare lo spirito del referendum e della volontà popolare

lunedì, aprile 14th, 2014

KI 2

ACU si associa a Konsumer Italia!

Comunicato stampa –  14 aprile 2014

Consumatori: non a un DLGS senza aver sentito le necessità dei consumatori

lunedì, aprile 14th, 2014

350_direttiva_efficienza_energetica_europea (1)

Comunicato stampa Associazioni dei Consumatori – 14 aprile 2014