Attualità

Lavoro: uso dei dati di localizzazione solo con precise garanzie

mercoledì, novembre 12th, 2014

 

 

Due società telefoniche potranno utilizzare i dati di localizzazione geografica, rilevati da una app attiva sugli smartphone in dotazione ai lavoratori, purché adottino adeguate cautele a protezione della loro vita privata. Lo ha stabilito il Garante privacy nell’accogliere le istanze di verifica preliminare presentate dalle due società che intendono utilizzare questa tipologia di dati per ottimizzare l’impiego delle risorse presenti sul territorio e migliorare la gestione, il coordinamento e la tempestività degli interventi tecnici. A tutela della riservatezza dei dipendenti l’Autorità ha prescritto l’adozione di una serie di accorgimenti e stringenti misure di sicurezza. Lo smartphone per le proprie caratteristiche è destinato a “seguire” la persona che lo possiede, senza distinzione tra tempo di lavoro e tempo di non lavoro. Il trattamento dei dati di localizzazione può presentare, quindi, rischi specifici per la libertà (es. di circolazione e di comunicazione), i diritti e la dignità del dipendente. Per questo motivo, le società, che si sono anche impegnate a raggiungere un accordo con le organizzazioni sindacali, dovranno adottare specifiche misure volte a garantire che le informazioni visibili o utilizzabili dalla app siano solo quelle di geolocalizzazione, impedendo l’accesso ad altri dati, quali ad esempio, sms, posta elettronica, traffico telefonico. E dovranno configurare il sistema in modo tale che sullo schermo dello smartphone compaia sempre, ben visibile, un’icona che indichi ai dipendenti che la funzione di localizzazione è attiva. I dipendenti dovranno essere ben informati sulle caratteriste dell’applicazione (ad es., sui tempi e le modalità di attivazione) e sui trattamenti di dati effettuati dalle società. Nel dare l’ok il Garante ha ritenuto che il sistema sottoposto alla sua attenzione rispetti nel complesso i principi stabiliti dal Codice privacy. Il sistema infatti è conforme al principio di liceità perché consente di ottimizzare la gestione degli interventi tecnici, incrementando la velocità di risposta alle richieste dei clienti, soprattutto in caso di emergenze o calamità naturali. La localizzazione geografica, inoltre, rafforza le condizioni di sicurezza dei dipendenti permettendo l’invio mirato di soccorsi in caso di difficoltà. Il sistema risulta poi conforme anche ai principi di necessità, pertinenza e non eccedenza. La rilevazione dei dati di geolocalizzazione prospettata dalle società, infatti, non sarebbe continuativa, ma avverrebbe a intervalli stabiliti. E’ previsto che l’ultima rilevazione cancelli quella precedente. Come stabilito dal Codice privacy, prima di attivare il sistema le società dovranno notificare all’Autorità il trattamento di dati sulla localizzazione.

 

Scuola: nessun dato sulla disabilità dei docenti nelle graduatorie on line – Vietato diffondere informazioni sulla salute

Stop alla pubblicazione on line di graduatorie scolastiche in cui sia indicata la disabilità dei docenti. Il Garante privacy ha dichiarato illecito il trattamento di dati effettuato da un Ufficio scolastico regionale e ha vietato l’ulteriore diffusione in Internet di informazioni sulla salute e di altri dati non pertinenti riferiti a decine di insegnanti. Sul sito web dell’Ufficio, come segnalato da un insegnante, risultavano infatti pubblicate le graduatorie dei docenti e i rispettivi allegati tra i quali gli elenchi dei “riservisti, gruppo 2: disabili art. 1, l. n. 68/99”, corredati da una legenda che dava conto dei benefici connessi, come la precedenza nell’assegnazione della sede per le persone con gravi invalidità e i relativi titoli di preferenza per gli insegnanti non vedenti. Le graduatorie, per di più, recavano in chiaro, oltre ai dati identificativi degli interessati, il codice fiscale e il numero di figli a carico, informazioni risultate eccedenti e non pertinenti rispetto alle finalità della pubblicazione. Inoltre, i dati in questione erano immediatamente reperibili in rete tramite l’inserimento delle generalità degli interessati nei più diffusi motori di ricerca. Oltre al provvedimento di divieto, il Garante ha prescritto all’Ufficio scolastico regionale di conformare per il futuro la pubblicazione di atti e documenti in Internet alle disposizioni del Codice privacy e delle Linee guida in materia di trasparenza e pubblicità, di recente adozione, rispettando in particolare il divieto di diffusione dei dati idonei a rivelare lo stato di salute degli interessati e le indicazioni fornite dal Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca attraverso apposite circolari. L’Autorità si è riservata inoltre di valutare, con separato provvedimento, gli estremi per contestare all’Ufficio scolastico regionale la violazione amministrativa prevista per l’infrazione del Codice.

 

 

 

venerdì, ottobre 24th, 2014

 

ivass

 

COMUNICATO STAMPA DEL 20 OTTOBRE 2014

 

IVASS, ANIA e le Associazioni dei consumatori ritengono necessario rafforzare il funzionamento e l’efficacia dell’istituto della Conciliazione Paritetica per i sinistri rc auto, pur riconoscendo la validità del complessivo impianto della procedura e del relativo processo informatico di supporto – così come definiti dalle Associazioni dei consumatori e dall’Associazione delle imprese di assicurazione.

E’ questo l’esito principale dell’incontro che si è svolto presso IVASS con le Associazioni dei consumatori cui hanno partecipato ACU, Adiconsum, Adoc, Adusbef, Altroconsumo, Assoconsum, Assoutenti, Cittadinanzattiva, Codici, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione Nazionale Consumatori e nella prima parte della riunione dedicata alla Conciliazione anche l’Associazione delle imprese di assicurazione.

La discussione sulla Conciliazione si è incentrata sulle cause del limitato ricorso alla procedura di conciliazione – riconducibili essenzialmente alla scarsa conoscenza dell’istituto da parte dei consumatori e ai comportamenti prevalentemente assunti – e sulle possibili azioni da intraprendere per promuoverne lo sviluppo. Nel corso del 2013 e nei primi otto mesi del 2014 la procedura è stata attivata solo in 180 casi, a fronte di 3 milioni di sinistri, il 20% circa dei quali si trasforma in contenzioso.

Alla luce di quanto emerso circa le possibili cause dell’esiguo ricorso alla Conciliazione paritetica nonché sull’importanza per l’assicurato di mantenere il legame con una figura presente sul territorio, IVASS ha suggerito due possibili direttrici d’intervento:

-         la prima volta a rafforzare l’informazione verso l’utenza consegnando all’assicurato, in fase di stipula della polizza, unitamente al modulo CAI, un foglio informativo che illustri in modo sintetico la procedura e le sue modalità operative nonché individuando più incisive forme di diffusione delle informazioni relative a tale strumento;

-         la seconda volta a conciliare le esigenze di confronto diretto con la controparte avvertite dagli assicurati con quelle di agevolare le modalità di accesso alla procedura ampliandone i punti di accesso. Fermo restando la possibilità degli assicurati di rivolgersi direttamenteall’Associazione dei consumatori per l’inoltro delle richieste, si è proposto di coinvolgere nella fase di raccolta delle richieste anche le imprese, che provvederebbero poi a trasmetterle alle Associazioni cui l’utente ritiene di conferire il mandato.

In tal modo si avrebbe la possibilità di sfruttare l’ampia rete distributiva di cui le imprese dispongono. E’ stato anche prospettato il ricorso al canale postale per l’invio delle richieste.

Ulteriori proposte sono emerse con l’obiettivo di far conseguire maggiori livelli di specializzazione alle risorse delle Associazioni dedicate alla gestione delle controversie (individuazione di persone da dedicare in via continuativa o prevalente a tale attività, sulle quali investire con iniziative formative mirate e, in vista dell’auspicato incremento delle adesioni alla procedura, soluzioni organizzative più strutturate che tengano conto della ripartizione tra compiti istruttori e compiti decisori).

 

ANIA e le Associazioni hanno valutato positivamente il piano organico di interventi prospettato da IVASS teso a cogliere tutti gli elementi di criticità emersi nel corso dell’incontro, riservandosi di valutare successivamente nel dettaglio le proposte che verranno più analiticamente illustrate in un documento a cura di IVASS.

 

Nella seconda parte dell’incontro, IVASS ha raccolto le positive considerazioni delle Associazioni dei Consumatori in merito agli esiti dell’indagine “Sei assicurato e forse non lo sai”, relativa alle polizze vendute in abbinamento a prodotti e servizi di natura non assicurativa, pubblicata a luglio (www.ivass.it) da cui emerge che circa 15 milioni di persone potrebbero essere assicurate a loro insaputa e non essere quindi in grado di sfruttare la polizza in caso di bisogno.

 

IVASS ha infine annunciato l’imminente pubblicazione nel proprio sito dei risultati della indagine sull’operatività dei siti comparativi finalizzata a verificare il livello di trasparenza e correttezza dei servizi di comparazione.

 

La data del prossimo incontro è stata fissata per il 21 gennaio 2015.

Informativa relativa ai possibili rischi e pericoli delle sostanze chimiche

lunedì, aprile 14th, 2014

 

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Informativa promossa dal Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare e Federsanità Anci

Acqua bene comune, riaffermare lo spirito del referendum e della volontà popolare

lunedì, aprile 14th, 2014

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ACU si associa a Konsumer Italia!

Comunicato stampa –  14 aprile 2014

Consumatori: non a un DLGS senza aver sentito le necessità dei consumatori

lunedì, aprile 14th, 2014

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Comunicato stampa Associazioni dei Consumatori – 14 aprile 2014

Campagna adesioni ACU 2014-2015

mercoledì, aprile 9th, 2014

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APPELLO

DIAMOCI LA MANO

CAMPAGNA ADESIONI 2014

OGGI LA TUA ADESIONE PREMIA

I NOSTRI PRIMI 30 ANNI

Mi rivolgo a tutte e a tutti coloro che, a partire dal 1984, si sono rivolti, anche per un solo consiglio telefonico, all’ACU-Associazione Consumatori Utenti – non profit (già Agrisalus), affinché l’adesione all’Associazione diventi una scelta consapevole e duratura.

Affinché l’impegno volontario trentennale di tante persone  che hanno messo il loro lavoro a servizio dei cittadini diventi motivo di continuità per l’Associazione, abbiamo bisogno che almeno 30.000 persone confermino e rinnovino  l’adesione all’ACU.

Infatti, l’Autorità ministeriale competente ha promulgato norme più stringenti per l’ammissione delle Associazioni dei Consumatori all’Elenco Nazionale previsto dal Codice del Consumo, la cui presenza permette il mantenimento sostanziale delle attività dell’Associazione quale interlocutrice tra i cittadini e le istituzioni, le aziende e gli enti di servizio.

Constatiamo che moltissime persone si rivolgono all’Associazione nel momento del bisogno immediato e poi si dimenticano di rinnovare l’adesione.

ACU ha bisogno  di voi tutti, con continuità!

Se tutte le persone che si sono rivolte all’ACU, anche solo per una prima richiesta di informazione, avessero rinnovato negli anni la propria adesione, oggi potremmo contare su oltre 500.000 associati!!!

Ma questo non basta alla Pubblica Amministrazione: ogni anno tutti gli associati devono   confermare la propria volontà di aderire con una firma sul  modulo  di adesione  (vedi anche al link http://www.associazioneacu.org/iscriviti/) che è di facile compilazione e contiene tutte le informazioni necessarie.

Si precisa che non è obbligatorio il codice fiscale ma soltanto: cognome, nome, via, numero civico, cap, città, sigla della provincia, firma, data. Il versamento può avvenire anche separatamente in un secondo momento con l’invio dell’importo equivalente in francobolli (spendibili per le attività di informazione ai soci) o con pagamento in contanti presso gli sportelli ACU sul territorio.

 

Aderire all’ACU è molto semplice

Dal 2003 la quota sociale è di 1,00 € per anno solare, onde  evitare appesantimenti ai bilanci famigliari e per favorire l’accesso di tutti; tant’è che perfino il Ministero ha deciso, dal 2013, che tale importo sia quello minimo.

Se oggi ci diamo tutti una mano, possiamo andare avanti assieme per ottenere importanti risultati come, ad esempio, la conoscenza, la diffusione e l’applicazione su vasta scala della cosiddetta conciliazione paritetica, cioè uno strumento veloce e gratuito che permette la soluzione del contenzioso con le maggiori aziende di servizi (vedi allegato). Tutte le indicazioni pratiche e la modulistica occorrente si trovano sul sito http://www.associazioneacu.org/conciliazioni/reclami-e-conciliazioni/

Può inviarci il modulo di adesione firmato per posta, via mail ad associazione@associazioneacu.org, via fax allo 02/6425293 o consegnandolo a mano presso una delle nostre sedi. Può scaricare il modulo anche dal nostro sito http://www.associazioneacu.org/iscriviti/.

Per ogni richiesta di chiarimento si rivolga al nostro numero verde consumatori 80000 99 55 dal lunedì al venerdì 09.30-12.30 / 14.30-17.00.

 

Si ricorda inoltre che ogni aderente all’ ACU, oltre a ricevere informazioni,  ha anche  la possibilità di avvalersi della consulenza dell’Associazione secondo le seguenti modalità:

Il socio può usufruire dello sportello consumatori presso una delle sedi ACU ed essere ascoltato da un collaboratore di fiducia che potrà fornirgli il migliore consiglio possibile per una soluzione di tipo esclusivamente stragiudiziale della sua controversia (per l’eventuale apporto di un esperto legale, ACU valuterà di volta in volta il percorso  operativo più idoneo).

Per questo tipo di intervento ACU richiede un rimborso spese fino ad un massimo di € 100 che varia   in relazione alla tipologia ed alla complessità della pratica, oltre che  alle procedure imposte dalle singole imprese/controparti.

Nel caso in cui il consumatore abbia difficoltà a raggiungere uno dei nostri sportelli sul territorio, può avvalersi di un intervento scritto dell’Associazione finalizzato a sollecitare la la risposta della controparte e a facilitare la soluzione positiva del contenzioso.  In questo caso l’Associazione chiede un versamento di 10 € o a mezzo invio francobolli o con bonifico bancario IBAN: IT89H0501801600000000118100 c/o Banca Popolare Etica.

In entrambi i casi al consumatore viene rilasciata una ricevuta firmata, timbrata e numerata.

GRAZIE!!!

 

Il Presidente Nazionale e Legale Rappresentante

Dott. Gianni Cavinato

La convenzione ACU-Konsumer Italia: un primo passo per rafforzare l’unità dei consumatori

martedì, aprile 8th, 2014

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Convenzione/accordo

Modulo per la richiesta  di iscrizione

Riferimenti di Konsumer Italia, Presidente Fabrizio Premuti
www.konsumer.it, info@konsumer.it, konsumerblog@blogspot.it

Il garante privacy fissa le regole per partiti e movimenti politici

lunedì, marzo 31st, 2014

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Comunicato stampa Garante Privacy – 25.03.2014

Energia: da aprile doppia riduzione delle bollette

lunedì, marzo 31st, 2014

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Comunicato Stampa Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico – 28.03.2014

Modifiche al Codice del Consumo in attuazione della direttiva 2011/83/UE sui diritti dei consumatori

martedì, marzo 18th, 2014

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Decreto legislativo 21 febbraio 2014, n. 21 – G.U. n. 58