Internazionale

Verso un’applicazione più efficace dei diritti dei consumatori dell’UE

martedì, febbraio 26th, 2013

Vertice europeo dei consumatori 2013 – Informazioni e programma

Al via la nuova generazione dei centri Europe Direct per informare gli italiani su diritti e opportunità UE

martedì, gennaio 15th, 2013

Comunicato Stampa CE 07.01.2013

Costruzioni: rilanciare la crescita sfruttando le potenzialità degli edifici a basso consumo

venerdì, agosto 3rd, 2012

Comunicato stampa Commissione Europea – Bruxelles 31 luglio 2012

La Commissione indica le prossime tappe verso la stabilità, la crescita e l’occupazione

mercoledì, giugno 6th, 2012

Comunicato stampa – Bruxelles 30 maggio 2012

Diritti dei cittadini: la Commissione lancia una consultazione pubblica per definire con i cittadini l’agenda futura

lunedì, maggio 14th, 2012

Comunicato stampa Commissione Europea – 08 maggio 2012

Una campagna per una “vera” scelta dei servizi finanziari

martedì, marzo 13th, 2012

Giornata mondiale dei diritti del consumatore  - 15 marzo 2012

I nostri soldi – I nostri diritti

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Una strategia per una bioeconomia sostenibile per l’Europa

venerdì, febbraio 17th, 2012


Bruxelles, 13 febbraio 2012 — La Commissione europea ha adottato oggi una strategia per indirizzare l’economia europea verso un più ampio e sostenibile uso delle risorse rinnovabili. Con il previsto aumento della popolazione mondiale fino a sfiorare 9 miliardi di abitanti nel 2050 e l’esaurimento delle risorse naturali, l’Europa ha bisogno di risorse biologiche rinnovabili per produrre alimenti e mangimi sicuri e sani ma anche materiali, energia e altri prodotti. “L’innovazione per una crescita sostenibile: una bioeconomia per l’Europa” è una strategia della Commissione che prevede un piano d’azione basato su un approccio interdisciplinare, intersettoriale e coerente al problema. L’obiettivo è creare una società più innovatrice e un’economia a emissioni ridotte, conciliando l’esigenza di un’agricoltura e una pesca sostenibili e della sicurezza alimentare con l’uso sostenibile delle risorse biologiche rinnovabili per fini industriali, tutelando allo stesso tempo la biodiversità e l’ambiente. Il piano si basa pertanto su tre aspetti chiave: sviluppare tecnologie e processi produttivi nuovi destinati alla bioeconomia; sviluppare mercati e competitività nei diversi settori della bioeconomia; e, infine, stimolare una maggiore collaborazione tra i responsabili politici e le parti interessate.

«L’Europa deve passare a un’economiapost-petrolio. Un maggiore utilizzo di fonti rinnovabili non è più solo una scelta ma una necessità. Dobbiamo promuovere il passaggio a una società fondata su basi biologiche invece che fossili, utilizzando i motori della ricerca e dell’innovazione. Si tratta di una mossa positiva per l’ambiente, la sicurezza energetica e alimentare e per la competitività futura dell’Europa”, ha affermato Máire Geoghegan-Quinn, la commissaria responsabile per la Ricerca, l’innovazione e la scienza.

Il termine “bioeconomia” si riferisce a un’economia che si fonda su risorse biologiche provenienti della terra e dal mare, nonché dai rifiuti, che fungono da combustibili per la produzione industriale ed energetica e di alimenti e mangimi. La bioeconomia comprende anche l’uso di processi di produzione fondati su bioprodotti per un comparto industriale sostenibile. I rifiuti organici, ad esempio, rappresentano un potenziale notevole in alternativa ai concimi chimici o per la conversione in bio-energia, e possono coprire il 2% dell’obiettivo stabilito dall’UE per le energie rinnovabili.

La bioeconomia europea vanta già un fatturato di circa 2 000 miliardi di euro e impiega oltre 22 milioni di persone, che rappresentano il 9% dell’occupazione complessiva dell’EU. Comprende i settori dell’agricoltura, della silvicoltura, della pesca, della produzione alimentare, della produzione di pasta di carta e carta, nonché comparti dell’industria chimica, biotecnologica ed energetica. Si calcola che per ogni euro investito in ricerca e innovazione nella bioeconomia la ricaduta in valore aggiunto nei settori del comparto bioeconomico sarà pari a dieci euro entro il 2025.

Contesto
La strategia si articola su tre assi principali:
1) Investimenti in ricerca, innovazione e competenze per la bioeconomia: ciò dovrebbe includere risorse UE, nazionali, investimenti privati e la promozione di sinergie con altre iniziative politiche.

2) Lo sviluppo dei mercati e della competitività nei settori della bioeconomia, attraverso un’intensificazione sostenibile della produzione primaria, la conversione dei flussi di rifiuti in prodotti con valore aggiunto, nonché meccanismi di apprendimento reciproco per una migliore efficienza produttiva e delle risorse. Lo smaltimento dei rifiuti alimentari, ad esempio, costa al contribuente europeo tra 55 e 90 euro per tonnellata e produce 170 milioni di tonnellate di CO2.

3) Un più stretto coordinamento delle politiche e un maggior impegno delle parti interessate, ottenuti attraverso la creazione di una piattaforma sulla bioeconomia e di un osservatorio sulla bioeconomia e l’organizzazione, a intervalli regolari, di conferenze destinate ai soggetti attivi in questo settore.

La strategia intende creare sinergie e complementarità con altri settori, strumenti e fonti di finanziamento per le politiche che condividono gli stessi obiettivi, quali i fondi di coesione, le politiche comuni della pesca e dell’agricoltura (PCP e PAC), la politica marittima integrata, le politiche ambientali, industriali, occupazionali, energetiche e sanitarie. L’elaborazione della strategia è stata guidata dalla commissaria Geoghegan-Quinn con il sostegno di quattro colleghi: il vicepresidente Tajani e i commissari Cioloş, Damanaki e Potočnik. La strategia, i cui punti nevralgici sono la ricerca e l’innovazione, sarà presentata agli Stati membri dell’UE per la prima volta in occasione del Consiglio “Competitività” il prossimo 21 febbraio 2012.

Alcuni Stati membri dell’UE, fra cui la Danimarca, la Finlandia, la Germania, l’Irlanda e i Paesi Bassi hanno già elaborato delle strategie per la bioeconomia. A livello mondiale, Canada, Cina, Sud Africa e USA possono contare su ambiziose strategie in questo settore, sia già attive che in corso di elaborazione.

La proposta della Commissione fa parte delle proposte operative nell’ambito di due iniziative faro della strategia UE 2020: “L’Unione dell’innovazione” (Innovation Union) e Un’Europa efficiente sotto il profilo delle risorse. La necessità di aumentare il finanziamento pubblico per la ricerca e l’innovazione in materia di bioeconomia è stata riconosciuta nell’ambito del futuro programma di ricerca “Orizzonte 2020″: sono stati proposti investimenti per 4,7 miliardi di euro da destinare alla sfida “Sicurezza alimentare, agricoltura sostenibile, ricerca marina e marittima nonché bioeconomia”, affiancati da ulteriori finanziamenti in altri settori del programma Orizzonte 2020.

Per ulteriori informazioni cfr. MEMO/12/97
Orizzonte 2020: www.ec.europa.eu/research/horizon2020
L’Unione dell’innovazione: http://ec.europa.eu/innovation-union
“Un’Europa efficiente nell’impiego delle risorse”: http://ec.europa.eu/resource-efficient-europe/index_it.htm
Europa 2020: http://ec.europa.eu/europe2020/index_it.htm

ANGUEL K. BEREMLIYSKY
Relazioni con i media
Commissione europea
DG Comunicazione
Rappresentanza in Italia
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Le nuove proposte del G20 sulla tutela finanziaria dei consumatori non riescono ad imparare le lezioni delle crisi finanziarie

lunedì, ottobre 17th, 2011

Comunicato stampa di Consumers International del 13.10.11

Imballaggi alimentari: informazioni più chiare e leggibili per i consumatori

venerdì, luglio 8th, 2011

Comunicato stampa – 6.7.2011

I consumatori saranno meglio informati e potranno compiere scelte più salutari quando acquistano cibi: questo è l’obiettivo principale delle nuove norme per l’etichettatura dei cibi, adottate mercoledì dal PE. In futuro, il contenuto energetico, così come la percentuale di grassi, grassi saturi, carboidrati, zuccheri, proteine e sale dovrà essere chiaramente visibile sugli imballaggi alimentari, in modo che possano essere facilmente identificati.

La relatrice del Parlamento, Renate Sommer (PPE, DE), che aveva guidato i negoziati con il Consiglio sfociati in un accordo, nel corso del dibattito in Aula ha dichiarato che “nonostante le differenze politiche e ideologiche nel Parlamento europeo, nonostante le convinzioni ideologiche nazionali, siamo riusciti a raggiungere un buon compromesso. Le nuove norme prevedono maggiori e migliori informazioni per i consumatori, in modo che possano fare scelte consapevoli al momento dell’acquisto. Inoltre, anche l’industria alimentare dovrebbe beneficiarne, ci dovrebbe essere maggiore certezza del diritto, meno burocrazia e una migliore legislazione in generale (…) ciò è molto importante per le PMI (…) più dell’80% del settore alimentare europeo è costituito dalle PMI”.

La relazione è stata approvata con 606 voti favorevoli, 46 voti contrari e 26 astensioni.

Dichiarazione nutrizionale obbligatoria

Secondo le nuove disposizioni, il contenuto energetico e le percentuali di grassi, grassi saturi, carboidrati, zuccheri, proteine e sale, dovranno tutte essere indicate in una tabella comprensibile sull’imballaggio, insieme e nel medesimo campo visivo. Tutte le informazioni dovranno essere espresse per 100g o per 100ml e potranno inoltre, anche essere espresse in porzioni.

Allergeni

Attualmente, tutti gli ingredienti – incluse le sostanze allergeniche – devono essere indicati sulle etichette dei cibi preconfezionati. In futuro, per il consumatore sarà più semplice capire se un prodotto contiene sostanze allergeniche, perché le stesse saranno messe bene in evidenza nella lista degli ingredienti. In questo modo, il consumatore potrà trovare immediatamente le informazioni sugli allergeni.

Le nuove regole stabiliscono inoltre che le informazioni sugli allergeni dovranno essere fornite anche per i cibi non imballati, ad esempio quelli venduti nei ristoranti o nelle mense. Gli Stati membri potranno adottare misure per decidere in che modo l’informazione dovrà essere fornita al consumatore.

Etichettatura sul paese d’origine

L’origine di certi cibi, come ad esempio quella delle carni bovine, del miele, dell’olio d’oliva, della frutta fresca e degli ortaggi, deve già essere indicata sulle etichette, secondo una specifica legge di settore. L’indicazione è già obbligatoria laddove in sua assenza il consumatore possa essere indotto in errore. Su richiesta del Parlamento, questo requisito dovrà ora essere esteso anche alla carne suina, bovina, caprina e alle carni di volatili.

In futuro, l’etichettatura del Paese d’origine potrebbe essere estesa a altre categorie di cibo (come la carne utilizzata come ingrediente, il latte o gli alimenti non trasformati), ma prima la Commissione dovrà effettuare valutazioni d’impatto per verificare la fattibilità e i costi potenziali che tali obblighi d’etichettatura comporterebbero.

Nessuna indicazione fuorviante per i consumatori

Le nuove regole assicureranno inoltre che i consumatori non saranno fuorviati dalla presentazione degli imballaggi alimentari, riguardo all’aspetto, alla descrizione e alla presentazione grafica, che saranno resi più comprensibili. Anche gli alimenti che assomigliano a altri, ma sono prodotti con ingredienti diversi, come i “simil-formaggi” prodotti con materie vegetali (le così dette “imitazioni di cibi”), saranno facilmente identificabili. In base all’accordo, qualora si sostituisse un ingrediente che dovrebbe normalmente essere parte del prodotto, ciò dovrà chiaramente essere indicato sulla parte frontale dell’imballaggio, in caratteri ben visibili e accanto alla marca, secondo l’accordo.

La carne ottenuta dalla combinazione di più parti di carni dovrà essere indicata come “carne ricomposta”, lo stesso varrà per il pesce, che sarà indicato come “pesce ricomposto”.

Quando entreranno in vigore le nuove norme?

Non appena la legge sarà approvata e pubblicata sulla Gazzetta ufficiale dell’UE, gli operatori economici del settore avranno a disposizione tre anni per adattarsi alle nuove norme. Avranno poi altri due anni, per un totale dunque di cinque anni, per applicare le norme sulla dichiarazione nutrizionale. Se quest’ultima viene adottata su base volontaria in data precedente, dovrà conformarsi alle nuove regole entro tre anni dalla pubblicazione ufficiale.

Link
I testi adottati saranno disponibili qui (cliccare 6.7.2011)
Registrazione video del dibattito (cliccare 5.7.2011)
Nota di background (EN/FR)
Dati personali della relatrice Renate Sommer (PPE, DE)

Contattare
Elsa FOSSATI
(+32) 2 28 42031 (BXL)
(+33) 3 881 73774 (STR)
(+32) 498 98 35 91
stampa-IT@europarl.europa.eu

Per informazioni supplementari:
Iride MAROSSERO - Santina ROMEI
0039-06-699-50212
0039-06-69950244
epitalia@europarl.europa.eu

Sanzioni senza frontiere per combattere l’impunità sulla strada

venerdì, luglio 8th, 2011

Comunicato stampa – 6.7.2011

Lo scambio di informazioni tra Stati membri sull’immatricolazione dei veicoli, potrebbe presto diventare la regola per consentire il perseguimento dei reati più gravi al codice stradale in tutta l’Unione. Il Parlamento ha dato il via libera questo mercoledì 6 luglio alle nuove regole sulla cooperazione di polizia.

L’obiettivo della direttiva è quello di migliorare la sicurezza stradale e assicurare l’uguaglianza davanti alla legge per tutti i trasgressori, compresi quelli residenti in un altro paese dell’UE.

La relatrice, Inés Ayala Sender (S&D), nel dibattito in Aula ha dichiarato che “al termine di oltre tre anni di discussioni, questo accordo rappresenta un primo passo molto importante per porre fine al sentimento di impunità di alcuni conducenti e per ridurre il numero di vittime sulle nostre strade”.

Come funzionerà

Gli Stati membri si impegnano a fornire alle autorità del paese in cui l’infrazione è stata rilevata le coordinate del conducente o del proprietario del veicolo incriminato, in modo che possano avviare i procedimenti giudiziari. Le autorità del paese in cui l’infrazione è stata commessa inviano al trasgressore una raccomandata strettamente personale, per comunicare l’infrazione e informarlo della sanzione, dei possibili ricorsi e delle conseguenze legali. La multa e le modalità di recupero sono stabilite in base alla normativa del paese in cui il reato è stato commesso.

La commissione per i trasporti del Parlamento ha rafforzato il livello di protezione dei dati personali con l’obbligo di cancellare, alla chiusura del procedimento, i dati del trasgressore.

Le infrazioni più gravi

Le infrazioni che rientrano nelle nuove misure sono l’eccesso di velocità, la guida sotto l’effetto di alcol, il mancato uso delle cinture di sicurezza, il mancato rispetto dei semafori rossi, la guida sotto l’effetto di droghe, il mancato uso del casco, l’utilizzo di corsie riservate (ad esempio quelle per gli autobus), l’uso illegale di telefoni cellulari e altri apparecchi di comunicazione mentre si guida.

Le prossime tappe

La direttiva dovrà essere adottata all’unanimità dal Consiglio dei ministri e entrerà in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione. Gli Stati membri avranno 24 mesi per attuare le nuove regole, con l’eccezione di Irlanda, Regno Unito e Danimarca, che per il momento sono al di fuori del sistema.

Link
I testi adottati saranno disponibili qui (cliccare 6.7.2011)
Registrazione video del dibattito (cliccare 5.7.2011)
Nota di background (EN/FR)
Dati personali della relatrice Inés Ayala-Sender (S&D, ES)

Contattare
Elsa FOSSATI
(+32) 2 28 42031 (BXL)
(+33) 3 881 73774 (STR)
(+32) 498 98 35 91
stampa-IT@europarl.europa.eu

Per informazioni supplementari:
Iride MAROSSERO - Santina ROMEI
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